È arrivato il momento di salutarci

Nel dicembre 2014, data del primo post pubblicato sul blog Investire con buon senso, nessuno dei fondatori di quello che nelle intenzioni doveva essere un semplice diario di finanza personale e investimenti avrebbe mai pensato di arrivare così avanti.

Avanti nel tempo e avanti nei numeri.

In quel momento i blog italiani dedicati al tema della finanza personale erano pochi, quasi inesistenti, e per questo ci piace raccontare in giro una verità che non può essere smentita da nessuno.

Siamo stati pionieri nel portare i concetti base della finanza personale in Italia.

Il blog ha avuto nel tempo una lenta ma costante crescita di contenuti e di lettori.

Gli articoli pubblicati sono stati quasi mille, un milione e mezzo di pagine visitate, followers in crescita ogni settimana, ma soprattutto tanti apprezzati commenti da parte di persone interessate alla materia. Lettori che hanno così creato una piccola community di “buon senso”.

Numeri che negli anni hanno mantenuto viva la motivazione degli autori per andare avanti.

Senza mai chiedere un euro a nessuno e con sforzi enormi, la nostra passione ha sempre cercato di compensare quel tempo giustamente reclamato dalla vita familiare e dal lavoro.

Tempo però fondamentale per creare contenuti originali e di qualità in un ambiente diventato nel tempo più competitivo, non necessariamente più qualificato.

Gli articoli di questo blog sono stati così distillati proprio per tenere vivo il legame con i nostri più affezionati lettori.

Ma come è giusto che sia nuovi attori hanno fiutato l’affare e si sono buttati a capofitto in un mondo, quello della finanza personale, fino a pochi anni fa ignorato dalla rete.

Piattaforme più accattivanti, articoli SEO per scalare le classifiche di Google, il potente megafono social, corsi formativi su qualsiasi cosa.

Tutti mezzi che hanno permesso a veri e presunti esperti della finanza di invadere la prateria.

Ovviamente la qualità, in questa improvvisa (e sospetta) ondata di interesse per il mondo della finanza personale, è passata un po’ in cavalleria.

Alcuni blogger mantengono un livello di contenuti interessante, in certi casi eccellente, ma molti altri agli occhi esperti evidenziano lacune di competenza che non giustificano i tanti servizi a pagamento offerti.

E purtroppo il lettore profano della materia fatica a comprendere tutto ciò.

A questo punto Investire con buon senso aveva di fronte due strade.

O continuare a pascolare in uno spazio sempre più popolato e aggressivo con il rischio di essere ascoltato da una seppur importante, ma comunque piccola, porzione di utenti della rete.

Oppure salutare tutti per diventare qualcosa di diverso.

La strada scelta dopo lunghe riflessioni è stata la seconda.

Intraprendere una strada diversa non significa necessariamente disperdere tutto quello che di buono è stato fatto fino ad ora.

Non significa abbandonare le migliaia di persone che hanno deciso di leggere ogni settimana i nostri articoli.

Non significa chiudere il blog, tanto per essere chiari.

Alcune forme di comunicazione saranno riviste perché poco funzionali allo scopo. Ad esempio chiuderemo la pagina Facebook.

Altri metodi di interazione prenderanno corpo per raggiungere nuovi e ambiziosi obiettivi.

L’educazione finanziaria, quella che piace a noi indipendente e basata sui fatti, continuerà ad essere protagonista di questo luogo di ritrovo virtuale.

Abbiamo deciso di abbandonare un sentiero che in oltre sette anni ci ha permesso di essere conosciuti e apprezzati.

Ne imbocchiamo un altro che speriamo possa risultare altrettanto seguito e fortunato.

In un certo senso abbiamo capito che per Investire con buon senso è arrivato il momento di diventare grande.

A breve scoprirete come.

Grazie a tutti voi per averci accompagnato in questo splendido viaggio e naturalmente, buon investimento.

La diversificazione: unico pasto gratis in finanza

La diversificazione è un concetto spesso citato dai consulenti finanziari come pasto gratis per ridurre il rischio di un investimento. Non sempre però si vedono portafogli coerenti con questa affermazione anche perché diversificare non significa solo sommare degli ingredienti uno sopra l’altro come in un hamburger.

La spiegazione della parola diversificazione data da  Wikipedia sembra impeccabile da questo punto di vista, ma molto spesso i risparmiatori si dimenticano di questo beneficio e abbracciano il solito deleterio senso della scommessa. O ancora peggio quella sindrome da correlazione 1 che cerca costantemente di cavalcare l’onda perfetta per il tramite di un portafoglio dinamico che dovrebbe svolazzare di volta in volta sulle forme di investimento più performanti.

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Le zavorre della regola del 4%

Quando una regola è buona nella maggior parte dei casi, è sufficiente qualche accorgimento di buon senso per renderla ottima. Il continuo affinamento negli ultimi anni nella gestione della cosiddetta “regola del 4%” durante la fase di decumulo del capitale ne è un esempio.

Nell’articolo 4% è veramente il numero magico per il mondo FIRE abbiamo capito come Bengen e la sua ricerca sulla regola del 4% hanno rappresentato, pur con tutti i limiti oggettivi, un game changer nel mondo della pianificazione finanziaria del ventesimo secolo.

Ovviamente le critiche non sono mancate e per questo Bengen, forse lui stesso incredulo del successo ottenuto con la ricerca, negli anni successivi ha cercato di correggere il tiro.

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L’anno in cui tutto perde

Il 2022 per gli investitori non è cominciato bene. La tradizionale decorrelazione tra le due asset class regine, azioni e obbligazioni, non ha fatto capolino e il risultato al momento è quello di performance negative sull’uno come sull’altro fronte. Non sarebbe così clamoroso assistere ad un’annata con obbligazioni e azioni in calo, ma se questo evento raro nella storia dovesse materializzarsi nel 2022 gli investitori farebbero bene a sfruttare una finestra così favorevole.

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Due sorprese finanziarie del ventunesimo secolo

Un quinto del ventunesimo secolo è già alle spalle e le sorprese dal punto di vista finanziario non sono mancate. Tre bear market hanno caratterizzato questo periodo di poco più di venti anni, con tanto di bolla speculativa che rimarrà nei libri di storia della finanza. Ma chi ha veramente stupito in positivo e chi invece in negativo tra le principali asset class finanziarie in questo ventunesimo secolo? La risposta a questa domanda lascerà a bocca aperta molti lettori.

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Regole facili per avere più capitale disponibile durante la pensione

La pianificazione finanziaria non può e non deve riguardare solamente la gestione della fase di accumulo del capitale. Importante è anche la gestione della fase di decumulo. In questo articolo, il tradizionale sistema di prelievo annuo del capitale basato sulla celebre regola del 4%, viene messo in discussione da soluzioni alternative probabilmente più efficaci nel raggiungimento dell’obiettivo principale. Evitare che il nostro capitale non si esaurisca troppo presto. Continua a leggere

La lezione russa

Digitando nello spazio cerca del blog la parola “lezione” appaiono diversi articoli dedicati a eventi shock che hanno colpito i mercati finanziari negli ultimi anni. Lezioni di ogni tipo e latitudine. Turche, svizzere, brasiliane, inglesi, cinesi e ora anche russe. Ogni lezione dovrebbe insegnarci qualcosa, ma spesso il grande valore dell’esperienza tende a evaporare nel giro di pochi mesi. Il momento è quello buono per ripassare 5 concetti che possono essere utili nella costruzione di un eccellente piano di investimento.

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